Tra vecchi ricettari ingialliti, fumi di locomotiva e brindisi della corona britannica: viaggio alle origini di uno dei cocktail più enigmatici della storia.
Ci sono cocktail che nascono sotto la luce nitida di un’invenzione certa, e poi c’è l’Alexander.
Varcare le soglie della sua storia significa addentrarsi in una nebbia affascinante, dove le prime tracce stampate raccontano una verità del tutto diversa da quella che oggi custodiamo nel bicchiere.
Le Prime Ombre Stampate (1910-1914)
Immaginate di sfogliare un ingiallito ricettario del primo Novecento.
È il 1910 quando J. A. Grohusko dà alle stampe il suo celebre Jackʼs Manual, seguito tre anni dopo dallo Straub’s Manual of Mixed Drinks.
Tra quelle pagine fa la sua prima apparizione ufficiale un drink chiamato “Alexander”.
Ma dimenticate la setosa dolcezza al sapore di cacao e panna a cui siamo abituati: l’antenato originario era una miscela ben più austera e gagliarda, dominata dalle note secche del rye whiskey accostate all’ampiezza erboristica del Bénédictine.
Per assistere al vero “battesimo alchemico” della ricetta moderna (quella che bilancia la forza del distillato con la morbidezza della crema) bisogna attendere il 1914.
Sarà la New Bartender’s Guide di Charles S. Mahoney e Harry Montague a fissare finalmente sulla carta la formula con il nome con cui la conosciamo oggi.
L’Enigma di New York e l’Abito Candido
Come ogni elisir che si rispetti, l’Alexander porta con sé affascinanti leggende metropolitane.
La più suggestiva ci conduce nella New York ruggente dei primi del ‘900, tra i tavoli del rinomato ristorante Rector’s.
Si narra che il barista Troy Alexander volle creare una pozione speciale per celebrare il successo di una nota campagna pubblicitaria della ferrovia Delaware, Lackawanna and Western.
Ispirandosi al vestito candidamente bianco della mascotte pubblicitaria Phoebe Snow, Troy volle ricreare nel bicchiere la medesima purezza visiva, elevando la crema di latte a protagonista di un cocktail morbido, vellutato e per l’epoca rivoluzionario.
Dall’Altra Parte dell’Oceano: Un Brindisi Reale
Ma la storia della miscelazione ama sdoppiarsi.
Mentre in America si brindava sulle rotaie, oltreoceano si intrecciavano trame aristocratiche.
Nel 1922, dietro al bancone dell’elegante Ciro’s Club di Londra, il celebre bartender Henry McElhone diede vita a un cocktail pressoché identico nella struttura, ma battezzato con un altro spirito e un altro nome:
una creazione d’autore pensata per omaggiare le nozze reali tra la principessa Mary e il conte Henry Lascelles.
Tra spiriti di segale, candide mascotte e fasti della corona britannica, l’Alexander non è semplicemente un cocktail: è un enigma in coppa che da oltre un secolo continua a stregare chiunque cerchi l’alchimia perfetta.
Gli ingredienti:
- 30 ml di Cognac
- 30 ml di Crème de Cacao (scura)
- 30 ml di panna fresca
Come si prepara:
Versare tutti gli ingredienti in uno shaker pieno di cubetti di ghiaccio.
Agitare bene e filtrare versando in una coppetta da cocktail raffreddata.
Spolverare in superficie una grattata di noce moscata fresca.
