Paradise: Il Sorso Dorato Che Riconcilia il Tempo

Ci sono cocktail che non appartengono a una sola ora del giorno, ma sanno adattarsi alla luce del mattino come al fascino della notte.
Il Paradise è uno di questi: un all day drink dal profilo solare e vellutato, entrato a pieno diritto nell’olimpo dei classici indimenticabili riconosciuti dall’IBA.

L’alchimia è tanto semplice quanto affascinante: la schiena decisa del Gin incontra la dolcezza calda dell’Apricot Brandy, mentre una nota viva di arancia fresca unisce il tutto in un equilibrio dorato e vibrante.

Origini e Storia: Il Paradiso Ruggenti degli Anni ’20

Come per molti grandi classici della miscelazione, le origini del Paradise ci riportano nell’epoca d’oro dei cocktail, a cavallo tra gli anni ’20 e ’30.

La prima traccia stampata della ricetta risale al 1922 nel celebre libro Harry’s ABC of Mixing Cocktails del leggendario bartender Harry MacElhone, patron del famosissimo Harry’s New York Bar di Parigi.
Tuttavia, la versione canonica che ha consegnato il drink alla storia è quella codificata da Harry Craddock nel 1930 all’interno del fondamentale The Savoy Cocktail Book, la “bibbia” dei bartender scritta direttamente dal bancone del Savoy Hotel di Londra.

Il fenomeno pop e la rinascita

Nel corso dei decenni, il Paradise non ha perso il suo fascino:

  • Il cinema degli anni ’30: Il cocktail gioca un ruolo da protagonista nella pellicola One Way Passage (1932) di Warner Bros., come la bevanda preferita dai due amanti interpretati da Kay Francis e William Powell.
  • L’antenato del “Gin and Juice”: Nella cultura contemporanea, il Paradise è considerato la matrice storica originale del celebre accoppiamento Gin e succo d’arancia.
    Non a caso, nel maggio 2018, il rapper Snoop Dogg ha stabilito un Guinness World Record preparando un gigantesco Paradise cocktail (un “Gin and Juice” da oltre 500 litri) contenente centinaia di bottiglie di gin, apricot brandy e succo d’arancia.

Gli ingredienti

Per creare questa magia servono pochi ingredienti, ma misurati con precisione alchemica:

3,5 cl di Gin
2,0 cl di Brandy all’albicocca (Apricot Brandy)
1,5 cl di Succo d’Arancia fresco

L’Arte della Preparazione

Prima di tutto, prepara il palcoscenico.
Riempi di ghiaccio una coppetta da cocktail per portarla a una temperatura glaciale.
Prendi lo shaker e colmalo di ghiaccio cristallino, avendo cura di scolare l’acqua in eccesso per non diluire il drink.
Versa i 3,5 cl di Gin, la nota calda dei 2 cl di Apricot Brandy e la freschezza di 1,5 cl di succo d’arancia appena spremuto.
Agita energicamente. Lascia che il metallo brini tra le mani e che gli ingredienti si leghino in un’unica emulsione luminosa.
Svuota la coppetta dal ghiaccio ormai inutile e filtra il cocktail con eleganza.
Servilo senza cannuccia, per permettere alle labbra di incontrare direttamente la cremosità della superficie e il profumo agrumato.